Dal 19 al 28 maggio la coreografa e danzatrice Noemi Piva torna in residenza a Villa Nappi per sviluppare il nuovo progetto artistico Contengo questi dove.
La residenza si inserisce all’interno del Progetto Residenze 2026 di Inteatro nell’ambito del Centro di Residenze R.A.M.
CONTENGO QUESTI DOVE nasce da una riflessione sulla geografia in quanto linguaggio di potere capace di plasmare la nostra percezione della realtà. La cartografia, organizzando lo spazio e rappresentandolo secondo criteri specifici, diventa un sistema attraverso il quale il mondo non viene solo descritto ma definito, ricostruito e regolato.
Il progetto si sviluppa su due livelli interconnessi: da una parte, l’analisi del “Fuori”, fatto di geografie imposte e dispositivi di potere che organizzano gli spazi urbani, rurali o industriali; dall’altra, l’esperienza individuale e soggettiva della geografia, che considera come ogni persona abita, percepisce e naviga questi luoghi, edificando mappe emotive e personali che interagiscono con quelle ufficiali. È nelle spaccature generate da queste contrapposizioni che il progetto prende forma. Ne risulta una performance che unisce movimento, suono, installazione e testo poetico. In scena, la geografia si traduce in una struttura modulare composta da 12 grossi “mattoni” in legno (40 cm x 25 cm ca), parallelepipedi cavi e smontabili. La scenografia scolpisce il circostante dando forma a strutture temporanee, ognuna destinata a sciogliersi e rimodellarsi in quella successiva. Contemporaneamente, i blocchi fungeranno da casse di risonanza: all’interno di ognuno verrà installato un carillon, attivabile manualmente e microfonato. Tratta da un articolo sulle città-fabbrica BYD (Internazionale, 2025), “girare le viti” è l’espressione utilizzata da un impiegato per descrivere la sua mansione, descrivendo una condizione in cui lo spazio modulare, industriale ed efficiente, detta i ritmi del corpo. In opposizione e dialogo con queste geografie si sviluppa la scenografia del progetto, simulandone e mettendone in crisi le architetture. Ogni elemento del lavoro concorre in modo autonomo a “fare senso”. Nessuno di essi ha funzione di accompagnamento, ma ognuno viene “sperimentato” e approfondito. Il corpo indaga lo spazio in trasformazione e i suoi perimetri si dispongono nell’incontro con gli altri elementi; le interpreti diventano un tutt’uno con il l’intorno, Frankenstein di architetture in perpetua mutazione.
Il lavoro riprende il progetto di ricerca “Considero Casa” (2022) che prevedeva l’assemblaggio, smontaggio e spostamento di 12 sgabelli di legno, attorno al tema dell’abitare. Parte dei materiali fotografici e video raccolti in quel periodo sono utilizzati come riferimento per questa fase di lavoro, nonostante le differenze di forma e contenuti.
un progetto di Noemi Piva
con Ellie Bishop, Noemi Piva, Cristina Roggerini
sound design Tommaso Zattarin
produzione Sosta Palmizi progetto
selezionato per Fringe in progress 2026

