Dal 28 maggio al 4 giugno il collettivo cileno Pierre Menard sarà in residenza a Villa Nappi per sviluppare il progetto Aprendan del fuego.

regista Italo Gallardo
ricerca e scrittura Tomás Henríquez + Italo Gallardo
performer Trinidad Gonzalez
video, musica e interprete dal vivo Roberto Collío
sound designer e direzione tecnica Jorge Silva
collaboratore ricerca teorica Iván Insunza
collaboratore ricerca storica Adriano Rivadeneira
produzione Francesca Ceccotti

Aprendan del fuego é una co-produzione del Colectivo Pierre Menard e Festival Santiago Off, in collaborazione con Nau Ivanow, Inteatro/Villa Nappi e Espacio Checoeslovaquia

progetto ideato in residenza presso Movement Theatre-Rustaveli Theatre, thanks to Georgian Istitute of Arts, Narodowy Institute, Varsavia
con il supporto di Dancing together Again!, MovimentoDanza (IT), TRAFIK (Croazia), ARI(Georgia), Narodowy Institute (Poland)
sostegno Inteatro Festival, Residenze Polverigi, Associazione Culturale B-ped

Può un mostro creare bellezza?
L’opera può essere separata dall’artista?
Attraverso l’analisi di lettere, fotografie, video e manoscritti, seguiremo le tracce di Carlos Ramirez Hoffman attraverso città come Concepción, Santiago, Buenos Aires, Città del Messico e Barcellona.
Archivi che ci permetteranno di descrivere qualcuno che fino ad ora era conosciuto solo come prodotto dell’immaginazione letteraria di Bolaño, ma la cui opera, per nulla fittizia, oggi solleva interrogativi sui limiti etici e legali della produzione artistica.
Ramírez Hoffman, un ufficiale dell’aeronautica militare che, scrivendo poesie nel cielo, lasciò un messaggio enigmatico:
APRENDAN DEL FUEGO

Pierre Menard Collective, è un gruppo di artisti di diverse discipline convocato da Italo Gallardo (La Laura Palmer), affiancati dal drammaturgo Tomás Henríquez, dal regista Roberto Collío, dal musicista Jorge Silva e dalla produttrice Francesca Ceccotti.
Il nostro compito è indagare la realtà e metterla in scena, lavorando con archivi, documenti e biografie.
I nostri lavori si muovono ai confini delle arti performative, utilizzando diverse procedure dell’arte contemporanea: cinema espanso, audiotour, conferenze performative, installazioni e documentari scenici.
Mettiamo in discussione il racconto ufficiale della storia, basandoci su storie anonime, lavorando su movimenti sotterranei, sottolineando ciò che a prima vista passa inosservato.