chherleaders

RC Collettivo PirateJenny: CHEERLEADERS e Laboratorio gratuito

Dal 15 al 22 gennaio il Collettivo milanese PirateJenny torna a Villa Nappi per lavorare al nuovo progetto artistico Cheerleaders.

Il 17 e 18 gennaio, il Collettivo apre le porte al pubblico con il laboratorio gratuito Supporters.

Scarica il bando di partecipazione

CHEERLEADERS è un concetto astratto che funge da contenitore tematico capace di raccogliere da un lato la necessità umana di auto-incitamento e dall’altro di rispondere al bisogno di appartenenza e identificazione ad un gruppo.

Cheerleading è il termine americano che indica uno sport, nato come supporto ad altre discipline.

‘E a t . S l e e p . C h e e r . R e p e a t .’
cheer’s slogan

E’ una sorta di tifoseria professionale coreografata fatta di numeri musicali e “stunt” con acrobazie e piramidi umane. L’immagine della cheerleader è diventata ben presto il simbolo di una cultura, quella americana, e di un particolare stile di vita.

Si tratta di un mondo in cui conta la forma tanto da condizionare il contenuto. L’incitamento, la resistenza alla fatica, lo stato di eccitazione, l’aspetto vincente, l’autocelebrazione sono solo alcuni aspetti interiorizzati in questa cultura.

La tifoseria è un’espressione energetica di massa, un fiume di adrenalina che sposta l’aria, che modifica lo spazio, che raggruma corpi e molecole come una pentola a pressione. Molteplici studi sulla psicologia delle masse hanno dimostrato quanto l’energia del gruppo possa modificare, alterare e addirittura proiettare immagini e significati sino a condizionare l’esterno.

Qual è il prossimo Goal per cui esultare? Qual è il nostro livello di sostituibilità?

Pratiche e addestramenti per una perfetta tifoseria.

Collettivo PirateJenny nasce nel 2011 dall’idea di tre giovani performer e creativi: Elisa Ferrari, Davide Manico e Sara Catellani. Dopo aver intrapreso percorsi di ricerca indipendenti in Italia e all’estero, si riuniscono in un progetto di creazione condivisa che li coinvolge come danzatori e autori. Il collettivo prende il nome dalla Canzone Di Jenny Dei Pirati, scritta da Brecht per L’Opera da tre soldi. Un testo metaforico in cui la nave come luogo senza vincoli territoriali è l’antitesi della casa borghese e i pirati sono figure temerarie aderenti alla filosofia del fare.

Essere pop, neo-pop, pop-surreali, post-moderni significa per PirateJenny preoccuparsi di mantenere viva una certa bulimia dello sguardo, una crescente curiosità per le cose, per la loro accumulazione simbolica e spaziale e per il loro accostamento a volte armonico e spesso distonico. Ricreare un rapporto di fiducia con lo spettatore, privilegiare la comunicazione, recuperare l’artigianalità del mestiere del creativo e lavorare in condizioni di tempesta in alto mare sono le condizioni di partenza dei loro progetti, sono il punto fermo, il faro della loro nave.

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