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Camminare l’arte (PAC): Tutti i progetti

Arte e Paesaggio si incontrano in CAMMINARE L’ARTE, grazie a lavori nati dalla riflessione sul rapporto tra Uomo e Natura.

Scoprili sul blog!

Un percorso che coinvolgerà e sorprenderà il pubblico, invitandolo a una riflessione sulla necessità/possibilità di stili di vita più ecosostenibili e armonici.

Sabato 23 Giugno a Polverigi, a partire dalle 19.30, viene proposto allo spettatore un nuovo modo di attraversare e osservare l’ambiente naturale: lavori visivi, installazioni e performance si fondono e si integrano con il paesaggio, esaltandone la bellezza o evidenziandone le potenzialità.

Il pubblico è invitato a scoprire esempi di “incontri” tra attività umana e Natura, in una passeggiata collettiva, in cui scambiare opinioni e sensazioni e, al termine della passeggiata, il pubblico sarà chiamato a indicare l’incontro perfetto: il lavoro più significativo e di maggior rilevanza tematica, che sarà premiato con un riconoscimento in denaro.

I lavori esposti, selezionati tramite il bando internazionale P.A.C (Paesaggio Arte Creatività)., sono:

PROGETTO VINCITORE

“Mam.amo.ndo Amore come forza motrice del mondo” di Cristina Marchese

La figura di Mam.amo.ndo è quella di una donna incinta, che avvolge con amore fra le sue braccia il più bel mistero della vita, la vita stessa! Il suo pancione ricorda il mondo, che bisogna amare, rispettare e proteggere dagli obiettivi vili di uomini ingiusti.
E’ un inno alla vita, senza fare distinzione fra uomini, animali e piante; c’è spazio per tutti ma l’uomo crede di essere al centro, così capace di decidere chi vive e chi muore. La scultura è composta da juta, terra e semi che con l’aiuto dell’acqua germoglierà, rendendo la futura mamma un inno di armonia fra uomo e natura e simbolo di rispetto di ogni forma di vita.

PROGETTI PRESENTATI

“La neve” di Roberta Conti

L’istallazione dal titolo NEVE vuole simulare una sorta di “neve estiva” che dissemina il percorso. Fiocchi bianchi di carta velina legati ai fili d’erba emergono dal verde e si muovono con l’incedere dei passi dei visitatori e il vento. Questi fiocchi rivelano un mondo di personaggi che fanno capolino ora con un occhio, ora con un sorriso beffardo cercando di comunicare le loro emozioni a chi li osserva.

 

 

“garden: just a place” di Elisa Frasson

garden: just a place è un’installazione performativa di Elisa Frasson e di Nicolò Meggiato pensata appositamente per il percorso di P.A.C., nella quale è prevista la realizzazione di un piccolo giardino nel colle tramite l’utilizzo di migliaia di post it colorati, in parte nuovi e in parte riciclati, dove al suo interno una performer danzante si muove tra natura e finzione, invitando gli spettatori a condividere la creazione di un loro piccolo giardino. Lo spettacolo è dedicato al romanzo Persuasion di Jane Austen.

 

“Chi semina” di Monica Gattari

Ognuno di noi può decidere, hic et nunc. I cartellini non affermano precisamente le specie vegetali piantate (o non). I cartellini esprimono solo le speranze. Immaginazione. Il nostro pensiero è la nostra unica forza e in questo piccolo percorso (nel percorso) fatto di spazi delimitati temporalmente da vasi in terracotta ognuno ha il proprio intimo campo di battaglia, dove decidere in prima persona cosa sperare che nasca o non nasca. Forse un frutto nascerà, forse anche un fiore, è la natura a decidere, ma ciò che non vuoi nascesse sei Tu a deciderlo. Almeno ora, qui.


“FILING” di Les Friches

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza…(“Le città invisibili”, Italo Calvino) La performance “FILING” ideata da Les Friches, forte del concetto di paesaggio come bene comune, vuole sottolineare il rapporto tra l’uomo e la natura invitando piccoli e grandi cittadini a tendere fili bianchi lungo il percorso “camminare l’arte”, insieme verso un approccio sostenibile e partecipato allo sviluppo dei nostri territori.

 

“Obbligo di svolta sostenibile” di Rob Minuscoli

Questo ecosegnale, piantato a terra come un albero metafisico, protende le proprie radici verso i meandri più riposti dell’essere umano. Gli indica una direzione obbligatoria che non ammette proroghe né tentennamenti, spingendolo a superare le contraddizioni della propria condizione di creatura animale denaturizzata. Composto da legno, terriccio, erba e juta, questo segnale ha la coscienza a posto. Ambisce ad un futuro di decomposizione in serena coerenza con il proprio messaggio, ergendosi a paradigma per la specie umana.

 

“The Recall” di New Generation Voices – New Voice Studio

Tutti, indistintamente, germogliamo all’unisono dalla terra, cresciamo dipingendo la natura di dissonanze e siamo destinati a rispondere all’irresistibile richiamo dell’imperturbabile armonia della natura, nel rispetto del primordiale feeling di solidarietà umana che nasce proprio nel punto dove nasce il suono della voce….

 

 

“In|natural eggs” di Dario Picariello

Il nido come casa, la casa come amplificatore, che racconta, parla, svela, tutto quello che si cela sotto la “pelle” delle nostre percezioni.
L’artista registrerà i suoni del festival che, rielaborati e trasmessi dall’interno di un nido costruito con materiali naturali, offriranno allo spettatore un’opera sound inedita di tutto ciò che vive sotto la superficie degli eventi, provocando un corto circuito linguistico tra i suoni in|naturali e il paesaggio.

PROGETTO FUORI CONCORSO

“Giardini in marcia” di Adriana Zamboni

Il tempo e la natura trasformeranno le calzature in un giardino che chi vuole potrà continuare a curare.

 

 

 

ALTRI PROGETTI SELEZIONATI

“con\cura” di Lucia Citterio

L’azione nasce nel e per il luogo
I materiali reperiti in loco, come rami foglie fiori (se trovati a terra) pietre, ecc.. sono utilizzati per creare un’installazione vivente mobile, in divenire.
Corpo tra i corpi nel paesaggio, luce, ombra, distanza, apparire e scomparire, porzioni di corpo nel paesaggio.
Mi sposto lasciando orme e tracce. Mi interessa il processo di ricerca, il cammino e l’esperienza. La condivisione tra me e lo spettatore.

“Penelope 4 Maggio/4 Me” di Giada Pieri

Una performance che ricalca la tradizione contadina per far riflettere sull’armonia dei piccoli gesti e di un tempo passato ad aspettare senza la frenesia del niente. Fare il formaggio è un’arte che abbiamo dimenticato e ogni passante potrà assaporare il gusto di un formaggio estemporaneo, gusto di quel momento. Come sottofondo solo il rumore dei passi, del latte e di filastrocche rese melodia.

I lavori esposti in “Camminare l’Arte” sono stati selezionati tramite il bando internazionale P.A.C.; l’evento è realizzato nell’ambito del progetto “Sulla Tracce del Paesaggio” con il contributo del Programma INFEA della Regione Marche.

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